Chiesa di S. Francesco

Abside Affresco con Angelo musicante Affresco con Angelo musicante Crocifisso di Giovanni da Rimini Esterno Interno Polittico di Giovanni Baronzio Statua di S. Francesco. Arco trionfale Vetrata di Francesco Mossmeyer Volta abside affrascata da Girolamo Genga

È una delle più antiche costruzioni dell'Ordine dei Frati Minori, documentata fin dal 1251, e nella sua estrema purezza presenta elementi di transizione dal romanico al gotico. Nella sua semplice Facciata, a pietre pulite e a superficie piana, il Portale ad arco acuto e contornato da fasci di colonnine laterali intercalati a piccoli pilastri. Nella lunetta un affresco quattrocentesco rappresenta la Madonna col Bambino e i Santi Francesco e Caterina. Il Campanile trecentesco ha linee molto semplici e conserva ancora una delle campane originali ed altre risalenti ai sec. XVI e XVIII.

L'interno dell’edificio è ad una navata, con tetto a capriate ed abside quadrilatera ornata da uno stupendo arco trionfale tardo-gotico. Degli affreschi che ricoprivano interamente le pareti nel secolo XIV rimangono solo pochi ma interessantissimi frammenti, in parte attribuiti a Lorenzo Salimbeni (1374-1420), mentre sono ben conservati i dipinti murali quattrocenteschi nelle nicchie laterali. Le finestre sono chiuse da vetrate, opera del parigino Francesco Mossmeyer, ed eseguite durante i lavori di restauro, iniziati nel 1906 e conclusi nel 1926. Fin da allora la Chiesa è diventata un museo, e lo è tutt’ora anche se molte opere d’arte che gli appartengono, o che provengono da altri edifici ecclesiastici, sono ora state ora sistemate più adeguatamente nell’allestimento realizzato di recente nell’attiguo convento francescano.

Tra i capolavori rimasti in chiesa si segnalano: il Mausoleo di Bartolomeo Brancaleoni (ca. 1425), in travertino compatto finemente lavorato, ed il contemporaneo ornamento dell'Arco trionfale, con statue in marmo di Carrara raffiguranti S. Francesco d'Assisi e S. Bonaventura sopra i capitelli; il Cristo Crocifisso, dipinto a tempera su tavola di Giovanni da Rimini, firmato e datato 1309; la Madonna in trono col Bambino (ca. 1345), pregevolissimo polittico è a nove pannelli di Giovanni Baronzio. Sulla volta dell'Abside sono poi affrescati Gli Evangelisti, opera attribuita a Girolamo Genga (1476-1551), allievo di Luca Signorelli.

Dagli anni ’70, anche a causa della chiusura dello storico Teatro Bencivenni, l’ampio spazio interno della chiesa è divenuto il naturale e più adeguato sfogo per tutti i più importanti incontri e convegni, di rilevanza locale e nazionale, che nella magnifica navata hanno riconosciuto le caratteristiche ideali. La chiesa ha dato in questi anni risposte ancor più sorprendenti agli artisti che vi si sono esibiti in concerti, tutti meravigliati dalla sublime risposta acustica dell’edificio.