Castello della Pieve
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La nascita di Castello della Pieve, pur conoscendo preesistenze romane e bizantine, è fatta tradizionalmente coincidere al momento del supposto utilizzo delle sue strutture come postazione militare a servizio della Pieve d'Ico, dalla quale avrebbe preso il nome agli inizi dello scorso millennio. La sua funzione difensiva dovette quindi cessare subito dopo la fortificazione di Mercatello, a metà del XIII secolo. In seguito gli armigeri furono sostituiti da civili che trovarono in quel castello un luogo da adattare alle proprie nuove esigenze di vita e di difesa, dando il via a quella serie di trasformazioni che progressivamente lo mutarono in borgo agricolo.
Quest'evoluzione poteva dirsi conclusa fin dal Seicento, quando il borgo era ormai abitato esclusivamente da contadini e la maggior parte delle antiche strutture militari del castello dovevano essere cadute, cadenti o trasformate per il nuovo uso. Solo quelle che potevano ancora rendersi utili al nuovo modo di vivere continuarono a essere curate, come nel caso della torre, utilizzata per ospitare un campanile a vela e le sue due campane.
La costruzione, in realtà una ricostruzione che utilizza gli stessi materiali, le stesse tecniche, la stessa area, probabilmente anche per più volte, ebbe uno sviluppo notevole durante l’Ottocento, quando dovettero essere costruiti o ampliati numerosi edifici per far fronte all'incremento demografico. In seguito, nel secondo dopoguerra, il processo generale di fuga dalle campagne ha determinato l’abbandono di questo piccolo centro agricolo e la conseguente incuria, causa del crollo degli edifici meno stabili e del degrado di quelli rimasti.
Negli ultimi anni il borgo è stato però oggetto di numerosi interventi di recupero, per la maggior parte finalizzati alla conversione degli edifici in strutture ricettive suggestive ed accoglienti, e si presta ad essere utilizzato anche per accattivanti spettacoli all'aperto. Come quelli che intende proporvi Musica&Musica.





