Milos Forman Milos Forman

Nato a Cáslav, allora in Cecoslovacchia, nel 1932 è il più affermato esponente del movimento che nei primi anni ‘60 impose il cinema d'autore cecoslovacco tra le più interessanti correnti di rinnovamento internazionali. Dopo aver perso i genitori nel campo di sterminio di Auschwitz si laurea alla Scuola di Cinematografia dell'Università di Praga, ma il rigido conservatorismo del regime rende difficile il suo esordio nel cinema. Nel 1958 lavora alla Laterna Magika, spettacolo misto di proiezioni su più schermi, musica stereofonica, performances teatrali. Nel '63 debutta con il mediometraggio Konkurs (Il concorso), esperimento sospeso fra il cinema-verità e candid camera, idea riutilizzata più tardi nel suo primo film americano, Taking Off. E' un periodo di mutamenti; nuovi dirigenti più liberali e una riforma del sistema produttivo analoga a quella realizzata nelle altre cinematografie nazionalizzate dei paesi socialisti consentono un massiccio ricambio e quella ventata di spregiudicatezza che caratterizzerà la metà degli anni '60 e culminerà nella breve e intensa Primavera di Praga. Forman realizza Cerni Petr (L'asso di picche, 1963), Lásky jedné plavovlásky (Gli amori di una bionda, 1965) e Hori, ma panenko (Al fuoco, pompieri!, 1967). Specialmente i primi due film ricevono un'accoglienza favorevolissima (il primo è premiato al Festival di Locarno mentre il secondo riceve una nomination all'Oscar) e segnalano Forman come uno dei più promettenti talenti giovanili di quel periodo. Oggetto dei suoi film sono i piccoli turbamenti dell'adolescenza e i conflitti fra le generazioni. Il tutto è rappresentato con distaccata ironia e sarcasmo pungente, con un gusto caricaturale e un disincanto che si risolve in graffiante satira di costume. La tendenza viene accentuata nel terzo film che è censurato dal presidente Svoboda in persona.

Alla prima occasione Forman va a lavorare in America. Non senza difficolt à realizza, con lo sceneggiatore Jean-Claude Carrière, Taking Off, dove i temi e lo stile non differiscono troppo dai film cecoslovacchi. Il discreto successo incide profondamente sulla carriera del regista, che, con ingenti capitali a disposizione, un best-seller (quello di Ken Kesey) e un divo come Nicholson può realizzare One Flew over the Cuckoo's Nest (Qualcuno volò sul nido del cuculo, 1975), vincitore di cinque Oscar e campione d'incasso degli anni 70. Ottenuta la cittadinanza americana e l'incarico di docente alla Columbia University, nel 1979 realizza la trasposizione cinematografica del celebre musical Hair, il successo è enorme. Dando sempre più spazio a un'ambizione spettacolare direttamente proporzionale all'assimilazione della cultura cinematografica americana Forman porta sullo schermo un romanzo di E.L. Doctorow, Ragtime e una commedia di Peter Shaffer, Amadeus. Se dimostra qualche impaccio nella ricostruzione della mitica età del jazz fra violenza, sangue e ribellione razziale, riesce invece a sedurre pubblico e critica con la reinvenzione del conflitto fra genio e mediocrità incarnati dai personaggi di Mozart e di Salieri, che fruttano al film ben 8 premi Oscar, incluso quello per la regia. Nel 1989 affronta una riduzione di quelle “Liaisons dangereuses” di Laclos, intitolata Valmont. Forman preme fortemente sul pedale del sarcasmo, con i caratteri ben rilevati, gli incontri e gli scontri sottolineati al limite del grottesco. Ciò non gli impedisce di essere fastoso e raffinato nell'ambientazione, rigoroso nella ricostruzione del mondo corrotto, accurato nella scelta delle musiche (Rameau, Couperin, Haydn). L'opera successiva, del 1996, è un film unico ma soprattutto coraggioso: Larry Flynt-Oltre lo scandalo, Orso d'Oro al Festival di Berlino. Prodotto da Oliver Stone, è la storia dell'omonimo re americano del porno, fondatore di un'immenso impero economico, editore della rozza rivista Hustler. Anche Man on the Moon, 1999, racconta le vicissitudini di un personaggio americano controverso: il comico fuori dagli schemi Andy Kaufman, interpretato da uno straordinario Jim Carrey.